Negative SEO: come identificarla e difendersi

Negative SEO: come identificarla e difendersi

by admin maggio 19, 2018

Non sai cos’è la negative SEO?

Ti è stato detto che è una tecnica dannosa per i tuoi interessi e non vuoi ricevere questo tipo di attacchi?

In questo post, cercherò di spiegare tutto su questo tema, compresi risvolti e tecniche nuove utilizzate per compromettere il posizionamento dei siti web e come difendersi al meglio.

L’aspirazione di tutti gli imprenditori online è quello di avere il massimo traffico, minori frequenze di rimbalzo e generare conversioni. È la cosa più normale del mondo. In caso contrario, sarebbe inutile per loro avere una presenza sul web.

Per ottenere visibilità nel vostro business online, ci sono diverse alternative molto interessanti e a disposizione di tutti, ma una dei più comuni e delle più consigliate è il posizionamento SEO.

Per fare questo, ci sono molti strumenti che possono aiutare a individuare ad esempio le parole chiave rilevanti nel vostro settore, o che vi permettono di fare analisi sia dei competitor che di mercato. È quello che fanno tutti gli altri, è quello che dovreste fare anche voi…

Tuttavia, come sempre, anche in questo vasto campo di opportunità esiste il rovescio della medaglia pronto a rovinare le vostre illusioni, un “lato oscuro” che può diventare molto dannoso se si è colpiti, e questa zona scura ha un nome: SEO negativa. Esserne colpiti senza alcuna conoscenza preventiva, può risultare fatale per i vostri interessi.

Peggio di tutto, questo evento può accadere in questo momento sul vostro sito web senza che ne siate consapevoli.

Che cosa è esattamente la negative SEO?

E’ un insieme di pratiche con cui si tenta di manipolare il posizionamento sui motori di ricerca al fine di danneggiare alcuni siti web. In generale è spesso attuata nelle tematiche più competitive, ed è chiaramente una pratica deplorevole che non dovrebbe esistere.

La SEO negativa funziona davvero?

Purtroppo, devo dire che la SEO negativa funziona, ed anzi mi trovo un pò in disaccordo con alcuni colleghi in merito all’idea che sia una pratica “poco economica” da attuare, e più avanti spiegherò le mie motivazioni. Così come non condivido appieno l’idea che Google ha la capacità di rilevare una situazione del genere e quindi, di non tenerne conto.

Può interessare qualsiasi sito web?

Sì, può influenzare tutti i siti web, siano essi grandi o piccoli, tuttavia, ci sono alcuni aspetti che possono determinare o meno la vulnerabilità, esamineremo ogni singolo caso:

  • 1. Casi in cui un sito web è meno vulnerabile – Quando abbiamo un sito web con una certa anzianità, un profilo di linkeccellente,  aggiornato con frequenza e con un’autorità abbastanza grande, il nostro sito è di solito molto più protetto contro gli attacchi di SEO negativa. Con questo intendo dire che, se avete un sito web con alta autorità, un attacco SEO negativo non può interessarvi immediatamente, ma potrebbe farlo in futuro.
  • 2. Casi in cui un sito web è più vulnerabile – Tuttavia, se un sito è più recente, o è un sito con una storia di penalità in Google per aver cercato di modificare la classifica, diciamo che ha meno credibilità di fronte al motore di ricerca.

Negative SEO: le tipologie

Gli attacchi di SEO negativa possono essere di diverso tipo:

  • 1. Link tossici – il più comune di tutti. In questo tipo di attacco vengono inviati migliaia di link al tuo sito web, e le modalità utilizzate sono:
  • Invio di migliaia di link da siti di scarsa qualità.
  • Invio di link con sovraottimizzazione dell’anchor-text, molto facile da realizzare e con un numero di link decisamente inferiore agli altri tipi (da qui il pensiero di “economicità”)
  • 301 redirect da un sito pieno di link spam
  • Rel canonical cross domain oppure inserito nell’header di un dominio recuperato pieno di spam anche con un include del sito web vittima  (difficile da individuare proprio perchè non si tratta di backlink)

Tutto ciò ovviamente mette in allarme Google e può inevitabilmente far scattare penalizzazioni.

2. Contenuti copiati

Anche se Google ha molto controllo sulla questione dei contenuti copiati, possiamo incontrare alcuni problemi. Quando pubblichiamo nuovi articoli sul nostro sito web, Google non li registra automaticamente in quel momento, anzi possono essere necessarie ore o addirittura giorni prima che sia rilevato e indicizzato. Esiste dunque un gap temporale che può essere sfruttato a nostro danno da “chiamiamoli malintenzionati”. Ecco perché diventa importante segnalare e indicizzare quanto prima attraverso la pagina “visualizza come google” la url del vostro nuovo post o pagina.  In generale, comunque, i siti web che copiano contenuti sono di solito siti indesiderati e, di conseguenza, non ci sono problemi. Tuttavia, se lo facesse un sito web più autorevole, potrebbero esserci difficoltà a capire di chi è il contenuto originale.

3. Malfunzionamenti o Attacchi al server

Gli attacchi DDos ai server in cui ospitiamo i nostri siti web sono purtroppo molto comuni. Questi attacchi cercano di saturare il nostro server web con migliaia di richieste, cioè saturano il server fino a quando non diventa inattivo.

Se questo accade sporadicamente, non ci sono problemi, ma sono a conoscenza di casi in cui gli attacchi sono durati fino a una settimana. Il fatto che Google acceda al nostro sito web per diversi giorni e veda che non è operativo non è certo un bene..

4. Hacking del sito web

A volte, a causa di vulnerabilità nel nostro CMS o di programmazione, il nostro sito web può essere hackerato inserendo un codice dannoso o iniettando link e testo nascosto, agli occhi del motore di ricerca il nostro sito apparirà dunque infetto che rende Google rilevare il nostro sito web come un sito infetto, quindi, potremmo cadere in una penalità senza nemmeno sapere cosa è successo, dato che questo testo è invisibile a prima vista; potremmo vederlo solo accedendo al codice sorgente del nostro sito web.

Come faccio a sapere se sono vittima di seo negativa?

I primi sintomi di un attacco negativo di SEO sono:

  • Il calo dei visitatori.
  • Il calo nei posizionamenti.

Attenzione però, se questo dovesse accadere l’errore più grande è farsi prendere dal panico adottando qualsiasi contromisura immediata! La la nostra prima azione, al contrario, sarà quella di indagare se ci sono stati cambiamenti o movimenti generali nelle serp di Google. Per questo possiamo usare, ad esempio, MozCast, in quanto questi cali (anche drastici) possono essere dovuti a un cambiamento nell’algoritmo di Google e non a un attacco SEO negativo.

Strumenti che possono aiutarci:

Ci sono diversi strumenti che possono aiutarci a difenderci dalla SEO negativa, come questi:

  • 1. Strumenti Webmaster (Console di Ricerca), Il principale strumento di difesa per il SEO negativo è Google Search Console. Webmaster Tools indicherà situazioni come ad esempio:
  • Quando abbiamo ricevuto un hack nel nostro sito web.
  • Quando abbiamo ricevuto una penalità automatica.
  • Quando si generano massicci errori 404 .

Questo ci darà indizi su ciò che sta accadendo sul nostro sito web.

  • 2. Ahref

Ahrefs è uno strumento indispensabile per controllare il nostro profilo di backlink.

Un attacco di link tossici infatti è abbastanza evidente grazie ai grafici di ahrefs. I vantaggi che Ahrefs ci offre sono i seguenti:

E ‘lo strumento che più rapidamente rileva nuovi collegamenti al nostro sito web, quindi, sarà di grande aiuto per individuare un attacco negativo di SEO da link. Ha anche una sezione di controllo delle parole chiave, dove possiamo controllarne le percentuali.

 

Prevenzione degli attacchi

Dobbiamo considerare un dato piuttosto importante: nessun tool di analisi online potrà mai essere preciso al 100% nella rilevazione dei backlink, anzi nella realtà anche i più blasonati spesso rilevano una percentuale massima del 50%, non sono quindi completamente affidabili! L’unico tool che riesce in questo è la search consolle di Google che purtroppo ha un grosso handicap relativo alle tempistiche di rilevazione.

Quindi come procedere?

Monitoraggio dei backlink

E ‘molto importante essere a conoscenza di nuovi link sul nostro sito web. In questo modo saremo in grado di individuare precocemente quando avremo ricevuto un attacco SEO negativo e, pertanto, saremo in grado di agire rapidamente e in modo molto più efficiente.

Ahrefs

Ahrefs è un campione di velocità, riesce infatti nell’arco di pochi giorni dalla pubblicazione di un link a rilevarlo ed è anche abbastanza preciso nell’individuazione di link spam, quindi in prima istanza è conveniente monitorare il nostro sito web con questo tool controllando appunto eventuali nuovi link e verificandone la provenienza e verificando inoltre le percentuali di anchor text.

Google Search Console Avvisi (alias Google Webmaster Tools)

Oltre ad essere in grado di aiutarci con tutte le informazioni che la Console di Ricerca ci fornisce, possiamo anche impostare avvisi e-mail in modo che quando si verificano eventi importanti sul nostro sito web, saremo avvisati.

Indicizzazione rapida dei contenuti

Se indicizziamo il nostro contenuto molto più rapidamente, impediremo che altri ci copino e che sia il loro contenuto la fonte originale e primaria. È possibile farlo in modo molto efficace indicizzandolo manualmente con l’opzione “Visualizza come Google” nella console di ricerca. Può anche essere utile che venga presto condivisa sui social network, soprattutto su Google+, naturalmente.

Monitoraggio dello stato del server

Su molti server è possibile impostare avvisi e-mail o SMS quando il server è down. Questo può essere molto utile per essere consapevoli di un eventuale attacco e per essere in grado di agire rapidamente.

Piattaforme di pubblicazione

E’ vero che, in ogni momento, qualsiasi tipo di programmazione e di CMS è vulnerabile, ma quanto meno lo sarà, tanto più difficile sarà per chiunque riuscire nell’azione di hackeraggio. E, naturalmente, un buon hosting, con buone misure di sicurezza anti-hacker, eliminerà un sacco di mal di testa.

Ecco perché è importante mantenere il CMS che usiamo aggiornato.

Cosa fare in caso di attacchi di link tossici?

Esistono due modi per affrontare questo tipo di attacchi:

  • 1. Elenco dei link in entrata. La prima cosa che dobbiamo fare quando riceviamo un attacco a un link è elencare tutti i link che stiamo ricevendo. E’ vero che, molte volte, gli strumenti non li mostrano tutti nello stesso giorno. Quindi dovrete essere pazienti e raccogliere tutti i link che sono stati messi insieme giorno per giorno.
  • 2. Disavow tool. È importante prima verificare attentamente che i link siano di pessima qualità prima di richiederne la rimozione, scarsi controlli o errori di valutazione possono sono abbastanza comuni, il Disavow Tool và usato con estrema cautela!

Cosa fare in situazioni estreme?

Di fronte a situazioni estreme, ciò che dobbiamo fare è, fondamentalmente, quanto segue:

  • 1. Analisi della situazione. La prima cosa che dovremmo fare è analizzare la situazione del vostro sito web.

È vero che ci sono attacchi SEO negativi (soprattutto da link) che possono essere molto forti e, pertanto, raggiungeremo una situazione di penalizzazione del nostro sito web. Per questo motivo dobbiamo agire rapidamente e prendere la decisione giusta, che ci permetterà di recuperare il nostro sito web il più presto possibile.

2. La tecnica del redirect 301. Una soluzione per recuperare il nostro sito può essere il redirect 301. Questo tipo di azione consiste nel creare un nuovo dominio importando i contenuti dal vecchio, successivamente compilando un file htaccess reindirizzeremo solo i backlink “buoni” verso le nuove pagine, se utilizziamo WordPress è possiible installare il plugin che ho sviluppato JS Referral Redirect che vi permetterà di effettuare questi reindirizzamenti in maniera facile e veloce. Questa tecnica vi permetterà di superare in tempi rapidi questo tipo di penalizzazione.

SEO negativa e il nuovo Google Penguin

Google Penguin è uno degli algoritmi di Google che riguardano la qualità dei link. Questo è il motivo per cui possiamo essere penalizzati per i link che riceviamo sul nostro sito web.

Recentemente ci sono stati update e Google Penguin è stato implementato in tempo reale, cioè, ora agirà molto più velocemente, in modo da prendere in considerazione i link molto più rapidamente, sia in positivo che in negativo.

Aiuterà o aggraverà i casi negativi di SEO?

In linea di principio, questo può avere un effetto negativo, dal momento che i collegamenti di un attacco SEO negativo può interessarvi molto più rapidamente di prima, ma d’altra parte, è un vantaggio che possiamo intervenire in tempi più rapidi per affrontare il problema. C’è anche un altro fattore di cui si parla molto, cioè che il nuovo Google Penguin può svalutare il valore di alcuni dei link negativi, piuttosto che penalizzarli. Questo può avere un duplice aspetto, dato che da un lato può essere più complesso fare un attacco SEO negativo, e dall’altro può essere che un attacco SEO negativo attiva gli allarmi dell’algoritmo che inizia a disconoscere i collegamenti.

Qualcosa di molto importante da dire sul nuovo Google Penguin, è la “granularità” dell’algoritmo, cioè, l’algoritmo non farà come prima, penalizzando un sito web integralmente, ma differenzierà le aree. Così, se una sezione interna del sito riceverete un attacco SEO negativo da link, l’algoritmo agirà solo in quella sezione, e non nella home page o nelle altre sezioni del sito (ma onestamente non è completamente confermato tutto ciò). Fosse davvero reale questa granularità sarebbe una buona notizia, perché se gli attacchi SEO negativi continueranno ad essere efficaci come in passato, non interesseranno più l’intero sito web, ma solo una singola area localizzata, rendendo molto più facile mitigare le conseguenze dell’attacco.

Conclusioni sulla SEO negativa

La SEO negativa, anche se non ci piace, purtroppo esiste e possiamo esserne vittime.

Pertanto, la cosa migliore è cercare di prevenire situazioni rischiose ed essere preparati; per raggiungere questo obiettivo è essenziale essere informati e disporre di conoscenze sufficienti, poiché in questo modo saremo in grado di agire rapidamente in caso di un attacco di questo tipo.

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